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Il cane secondo la scienza

I cani randagi capiscono le intenzioni umane

I cani e la loro capacità di interagire con l’uomo

I cani domestici sono noti per le loro straordinarie capacità sociali, ma poco si sa su quelle dei cani randagi, che, di fatto, rappresentano la maggioranza della popolazione canina globale. I cani randagi interagiscono costantemente con gli umani, ricevendo sia comportamenti positivi che negativi. Per loro, capire le intenzioni umane è dunque cruciale per adattarsi all’ambiente condiviso con le persone.

Uno studio condotto da Debottam Bhattacharjee, Shubhra Sau e Anindita Bhadra del Dipartimento di Scienze biologiche presso l’Indian Institute of Science Education and Research Kolkata,Mohanpur, India, e pubblicato su Frontiers in Ecology and Evolution ha analizzato le risposte dei cani randagi a gesti umani amichevoli, lievemente minacciosi e fortemente minacciosi, seguiti da una fase di somministrazione di cibo. I risultati hanno rivelato che i cani si avvicinano di più in risposta a segnali amichevoli, mentre evitano l’interazione in caso di minaccia, in particolare se grave.


Adattabilità e plasticità comportamentale

I cani randagi presi in esame hanno mostrato una notevole flessibilità

comportamentale nel rispondere a situazioni sociali diverse. L’effetto delle minacce di lieve intensità si è dissolto rapidamente, mentre quelle di forte intensità hanno influenzato anche la successiva interazione, come il momento della somministrazione di cibo. Ciò ha messo in evidenza la capacità dei cani di distinguere e reagire in modo specifico a diversi livelli di minaccia.

Nel caso di gesti amichevoli, i cani non solo si avvicinano più velocemente ma rimangono anche più a lungo vicino all’uomo. Questo suggerisce che i segnali positivi possono favorire l’inizio di relazioni affiliative tra cani randagi e persone.


La dipendenza dai segnali umani per il cibo

I cani randagi, pur essendo in grado di procacciarsi il cibo autonomamente, dipendono fortemente dagli esseri umani per il loro sostentamento. Tuttavia, questa dipendenza comporta rischi, come maltrattamenti o aggressioni. Per ridurre tali pericoli, i cani hanno sviluppato strategie per identificare umani affidabili, evitando il contatto diretto con sconosciuti quando percepiscono segnali negativi emessi dall’uomo.


Il ruolo della domesticazione e dell’esperienza

La domesticazione ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo delle abilità sociali canine, ma l’esperienza diretta con gli esseri umani è altrettanto importante. Cani cresciuti in ambienti umani mostrano maggiore sensibilità ai segnali sociali rispetto ai loro antenati lupi. Studi precedenti hanno infatti già confermato che i cani adattano i loro comportamenti a seconda dell’affidabilità percepita nelle persone.


Implicazioni pratiche e prospettive future

L’interazione tra umani e cani randagi è spesso conflittuale, specie in Paesi con alta densità di popolazione, come l’India, Paese in cui è stato proprio condotto lo studio. Un approccio più neutro o amichevole verso i cani potrebbe ridurre tali conflitti. Lo studio sottolinea infine anche l’importanza di comprendere come i comportamenti umani influenzino quelli dei cani randagi.

Le ricerche future, secondo gli autori dello studio,  potrebbero anche esplorare differenze di reazione a seconda del sesso, dell’età o dell’aspetto fisico degli umani, nonché valutare l’impatto di interazioni ripetute. Insomma: c’è davvero ancora molto da sapere.

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